Una comunità educante che cresce insieme ai ragazzi
- 25 giu
- Tempo di lettura: 2 min

C'è un'idea semplice che guida il lavoro del Centro Diurno Binario 9 e ¾: per accompagnare un adolescente nel proprio percorso di crescita non basta un servizio educativo. Serve una comunità educante, capace di mettere in rete persone, luoghi, competenze e relazioni.
È proprio da questa convinzione che nasce l'adesione a La Carovana, un progetto realizzato grazie alla Call to Action della Fondazione della Comunità Bresciana, che ha trasformato il territorio in uno spazio di apprendimento diffuso, dove ogni incontro può diventare un'occasione di crescita.
Non un insieme di laboratori scollegati tra loro, ma un percorso costruito insieme a realtà culturali, artistiche, educative e sociali.
Una comunità educante fatta di persone, luoghi e competenze
Nel corso dei mesi gli adolescenti hanno incontrato professionisti, artisti, educatori, musicisti e operatori del territorio, sperimentando linguaggi molto diversi tra loro.
Attraverso la lettura espressiva hanno imparato a dare voce alle emozioni. Nei laboratori naturalistici hanno osservato da vicino la trasformazione della natura. Le attività artistiche, musicali, sensoriali e motorie li hanno accompagnati nella scoperta di nuove modalità di espressione, mentre le esperienze vissute in luoghi come il Borgo del Maglio hanno permesso loro di uscire dagli spazi abituali del Centro Diurno e vivere il territorio come luogo di relazione e scoperta.
Ogni partner ha contribuito con le proprie competenze a costruire un progetto educativo condiviso, dimostrando come la crescita dei ragazzi possa diventare responsabilità dell'intera comunità.
Esperienze che lasciano il segno
Tra le attività più particolari c'è stato il laboratorio dedicato ai bachi da seta, durante il quale i ragazzi hanno seguito da vicino il processo della metamorfosi.
Una ragazza racconta:
Il laboratorio con i bachi da seta è stato molto particolare. Non sapevo cosa aspettarmi. Abbiamo visto tutto il processo della metamorfosi. Siamo riusciti anche a dargli da mangiare, è stato bello (G.)
L'esperienza è poi proseguita con un lavoro collettivo di rielaborazione.
Abbiamo realizzato in questo laboratorio dei pannelli con la rappresentazione delle nostre farfalle e di tutti i lavori di gruppo fatti. È stato particolare ma interessante (S.)
Sono parole semplici, ma raccontano bene il senso del progetto: imparare attraverso esperienze concrete, osservare, creare, condividere e riflettere insieme.
Quando educare diventa un impegno condiviso
La Carovana ci ricorda che l'educazione non appartiene a un solo servizio, ma cresce quando tutto il territorio sceglie di mettersi in gioco.
Quando un attore presta la propria voce, un naturalista accompagna un ragazzo a osservare una metamorfosi, un musicista trasforma un laboratorio in un'esperienza condivisa o un museo apre le proprie porte agli adolescenti, prende forma quella comunità educante di cui oggi si parla tanto e di cui i ragazzi hanno profondamente bisogno.
Per questo desideriamo ringraziare la Fondazione della Comunità Bresciana, promotrice della Call to Action, e i partner che hanno contribuito a questo percorso attraverso i loro laboratori: associazione culturale Teatro Cara...Mella, Chirone APS, Human Evolution Association APS, Centopercento Lab ASD, Musical-Mente APS, Fondazione Malossi, Fondazione Paolo e Carolina Zani, Sports Academy ASD.
Perché educare significa anche questo: costruire una rete di persone che, ciascuna con il proprio contributo, scelgono di camminare insieme ai ragazzi.




Commenti