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La forza dell’équipe nel centro diurno: il lavoro quotidiano di Veronica, Francesco e Giulia

  • 20 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Ragazzo su una scala che dipinge la parete
Giulia, Veronica e Francesco: l'équipe educativa del centro diurno Binario 9 e ¾

Dietro ogni servizio educativo c’è molto più di quello che si vede. Ci sono riunioni di équipe, confronti accesi, momenti di fatica e altri in cui basta uno sguardo tra colleghi per capirsi. Ci sono storie di ragazzi e ragazze che chiedono attenzione, tempo e pazienza. E c’è un gruppo di operatori che ogni giorno prova a rispondere insieme a tutte queste domande.


Nel nostro Centro Educativo Diurno “Binario 9 e ¾”, Veronica, Francesco e Giulia fanno parte di questa squadra. Abbiamo chiesto loro di raccontare cosa significa per loro lavorare in équipe.


La forza dell’équipe educativa: fiducia, confronto e sostegno

Lavorare insieme non significa soltanto dividere i compiti. Significa costruire una relazione professionale fatta di ascolto, confronto e responsabilità condivisa. Tra Veronica, Giulia e Francesco si è creata nel tempo una sintonia che non è affatto scontata.

"Abbiamo percorsi diversi, modi diversi di lavorare e di proporre le cose. Ma proprio questo diventa una ricchezza: cerchiamo di mettere insieme i nostri punti di vista e guardare nella stessa direzione." (Francesco)

Ognuno porta nel lavoro la propria formazione, le proprie passioni e il proprio modo di stare con i ragazzi. La diversità degli sguardi, invece di dividere, diventa una risorsa che arricchisce il lavoro educativo. Il confronto tra colleghi permette di affrontare meglio anche le difficoltà quotidiane.

“Sapere di poter contare sugli altri è fondamentale. Ci sono momenti in cui uno è più in difficoltà e gli altri ci sono.” (Giulia)

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Il lavoro educativo e il coinvolgimento emotivo

Chi lavora con adolescenti che attraversano momenti di fragilità sa che il lavoro educativo non è mai soltanto tecnico. Le loro storie toccano anche sul piano personale. Per questo diventa fondamentale parlarne, condividere e sostenersi tra colleghi.

“Se qualcosa pesa, la cosa più importante è non tenerlo dentro. Il confronto tra di noi aiuta a rimettere a fuoco le cose.” (Francesco)

Trovare un equilibrio tra lavoro e vita personale è parte integrante della professionalità educativa. Significa imparare a custodire le storie che si incontrano senza lasciarsi travolgere, mantenendo quello sguardo lucido che permette di accompagnare davvero i ragazzi.


Costruire un servizio: passione e responsabilità

Il Centro Diurno è una realtà giovane. Come racconta Veronica, i primi anni sono stati anche un tempo di costruzione:

“All’inizio è stato un po’ come una startup: poche risorse, tante difficoltà. Ma la passione di tutti ha permesso di far crescere questo progetto.”

In molti momenti è stato necessario fare anche più di quanto richiesto dal proprio ruolo: organizzare attività, trovare soluzioni, adattarsi ai cambiamenti. Un impegno che nasce da una convinzione condivisa: questo lavoro vale la pena!


Guardare avanti: imparare dalla realtà dei ragazzi

Il lavoro educativo non è mai qualcosa di statico. I ragazzi cambiano, le storie cambiano, le sfide educative cambiano. Per questo l’équipe continua a interrogarsi e a crescere:

“Dobbiamo sempre fare i conti con la realtà che ci troviamo davanti. E per questo la formazione è fondamentale.”

Perché accompagnare i ragazzi significa prima di tutto continuare a mettersi in gioco come educatori.

 
 
 

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